A che punto è la Fibra Ottica?

Nello sviluppo delle telecomunicazioni, la “tecnologia” non è (quasi) mai “il problema”: negli uffici brevetti, sui tavoli in cui si definiscono gli standard, nei laboratori dei dipartimenti di ingegneria, nei siti in cui si effettuano prove in campo di sistemi, le attività di innovazione continuamente creano e mettono a punto nuove soluzioni idonee per costruire reti con prestazioni, efficienza, affidabilità sempre maggiori, ed offrire agli utenti finali servizi nuovi e di migliore qualità. Tuttavia, le tempistiche con cui una certa innovazione viene utilizzata in modo estensivo variano da caso a caso, come succede in qualunque settore (ad esempio nei trasporti, nell’alimentazione, nell’edilizia…); infatti, l’innovazione può essere effettivamente utilizzata quando le condizioni socio-economiche e la maturazione del mercato la rendono sostenibile.
Ad esempio la ricerca nel campo delle fibre ottiche per telecomunicazioni sin dal 1970 ha portato a risultati concreti ed applicabili. Sin da quegli anni, il Gruppo TIM-Telecom Italia (allora STET-SIP) si è posto all’avanguardia a livello mondiale; nel 1977 Torino divenne la prima città cablata con una rete Fibra Ottica sperimentale, grazie alla collaborazione fra il centro ricerche CSELT, Sirti e Pirelli. Da allora l’innovazione per la “Fibra Ottica” non si è mai arrestata, ed ha riguardato ad esempio i materiali ottici, le tecniche di modulazione del segnale, gli apparati di trasmissione e ricezione, i sistemi opto-elettronici, ma anche le tecniche di posa dei cavi, le architetture, le topologie, i sistemi di gestione delle reti in Fibra Ottica.
L’utilizzo effettivo nelle reti di questo eccezionale progresso tecnologico nel campo delle fibre è avvenuto (e sta avvenendo) gradualmente nei diversi Paesi; nonostante le differenze, anche notevoli, si possono riconoscere linee comuni per le diverse realtà nazionali. Ad esempio, la Fibra Ottica è stata preferita ad altre tecnologie quando il parametro “banda X distanza” raggiungeva determinati valori; per questo cavi ottici sono stati posati da tempo nelle reti a lunga distanza intercontinentali e nelle “reti dorsali” (backbone) internazionali e nazionali . La Fibra Ottica è stata poi introdotta in altre porzioni delle reti (ad esempio nei segmenti regionali e nelle reti metropolitane), nel momento in cui la quantità di traffico in questi segmenti di rete è salita a livelli tali da richiedere la capacità di banda fornita dai sistemi ottici.
Infine, la Fibra Ottica è stata inserita fra le possibili opzioni tecnologiche nelle reti di distribuzione e di accesso nel momento in cui le richieste di banda dei singoli utilizzatori finali hanno raggiunto valori di molte decine o centinaia di megabit al secondo (inizialmente, ad esempio, nel caso di utenti affari/aziende di rilievo, e progressivamente con la crescita del traffico radio dei servizi mobili che ha richiesto connessioni in Fibra Ottica tra le stazioni radio e le centrali). Questo “cammino della Fibra Ottica dal centro alla periferia” è stato seguito tipicamente nella maggior parte dei Paesi che avevano già una rete per le telecomunicazioni moderna e non obsoleta. In essi è stato offerto un servizio di banda larga progressivamente crescente, diversamente dai Paesi che hanno potuto solo recentemente recuperare situazioni di forte arretratezza ed hanno evitato alcuni “passi intermedi“.
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Diversi Paesi, diverse caratteristiche sociali e geografiche, diversi percorsi verso la larga banda
Lo sviluppo di una rete a larga banda in un Paese è condizionato da numerosi fattori, fra i quali risultano determinanti in particolare la distribuzione geografica della popolazione, lo sviluppo della domanda (a sua volta legato a svariati fattori come il PIL, le caratteristiche socio/culturali, il livello di informatizzazione nella pubblica amministrazione), le procedure legali e burocratiche, il contesto regolamentare.
In termini generali, la complessità ed i costi per realizzare una rete dipendono non solo dalla numerosità della popolazione da servire, ma anche da quanto essa risulta concentrata in pochi grandi centri oppure sparsa in un gran numero di piccole cittadine. Limitandoci all’Europa, molti Paesi del Nord (come Finlandia, Svezia, Irlanda…) e dell’ Est (come Estonia, Slovenia, Croazia ..) hanno una “densità di popolazione” che va dalle 20 alle 100 persone per chilometro quadrato (medie nazionali); anche Paesi come Francia e Spagna hanno medie nazionali inferiori o poco superiori a 100. Altri Paesi hanno densità più che doppie; questo succede in nazioni di dimensioni medio/piccole e, fra i Paesi più popolosi, si verifica solo in Italia, Germania e Regno Unito. Questo dato deve essere valutato congiuntamente con la dimensione tipica degli insediamenti urbani. Eurostat ad esempio cataloga gli insediamenti nel modo seguente:
Verifica la copertura della connessione FIBRA-OTTICA in modo gratuito e veloce.. “aree densamente popolate” (Cities): aree in cui almeno il 50% della popolazione vive in centri urbani;

“ aree a densità intermedia” (Towns & Suburbs): aree in cui oltre il 50% della popolazione non vive in centri urbani, ma in “raggruppamenti urbani” (Urban Cluster)

“ aree scarsamente popolate” (Rural areas): in cui oltre il 50% della popolazione vive in aree rurali
Verifica in modo semplice e veloce se la tua azienda è coperta da internet FIBRA-OTTICA.. Secondo questa classificazione, in Italia e Germania il 41% della popolazione risiede in aree “a densità intermedia”. L’unico Paese con una percentuale maggiore è il Belgio, mentre in tutti gli altri 26 Paesi di UE28 questo tipo di aree ha una incidenza inferiore; ad esempio Gran Bretagna, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, hanno una prevalenza di aree “densamente popolate”. L’Italia, fra i cinque Paesi della UE28 che hanno una popolazione di gran lunga superiore agli altri, ha un numero di “città” (centri con almeno 50mila abitanti) decisamente inferiore, dal momento che l’Italia è costituita invece da cittadine medie, piccole e assai piccole; inoltre moltissimi insediamenti in Italia hanno grande valore artistico ed archeologico (con vincoli per interventi come la posa di cavidotti, antenne). Realizzare una qualunque “rete” in Italia rende quindi necessario affrontare problematiche ben diverse rispetto a Paesi che hanno una popolazione minore, oppure una popolazione prevalentemente concentrata in grandi centri.
Più ancora delle caratteristiche di urbanizzazione, in un determinato Paese la realizzazione di reti concepite per offrire servizi ed applicazioni a banda larga e ultralarga è condizionata dal grado di “informatizzazione” della società, oltre che dallo stato generale della economia. In un’economia di mercato, i piani di sviluppo delle reti non possono non prescindere dalle modalità con cui si genera la domanda e dalle condizioni di sostenibilità economica. Sotto questo aspetto, le condizioni non certo ottimali dell’ Italia sono note; l’andamento di tutti i principali indicatori macro-economici e di “cultura informatica” evidenzia da tempo una significativa penalizzazione dell’Italia. Prendendo ad esempio come riferimento il triennio 2011-2014 (per il quale i dati statistici a livello UE28 si possono considerare stabili), si rileva che:

L’Indice del PIL (rapportato alla popolazione ed al costo effettivo della vita, per rendere confrontabili i diversi Paesi), fatto 100 il valore medio UE28, per l’Italia scende da 103 (2011) a 96 (2014); nello stesso periodo l’Italia perde una posizione nella classifica del “rischio povertà” (diventando l’ottavo Paese a maggior rischio su 28).

In Europa il numero di persone che, nella loro vita, non hanno mai utilizzato Internet tende a ridursi nel tempo, ma con velocità diverse nei vari Paesi; anche in questa importante classifica l’Italia ha perso ben tre posizioni nel triennio che stiamo esaminando, portandosi nella non invidiabile posizione del quarto peggior Paese su 28, con oltre il 30% degli italiani che, al 2014, non avevano mai usato Internet.

Questa situazione di minor velocità di maturazione informatica dell’ Italia è purtroppo confermata da altri indicatori anche molto eterogenei, come l’acquisto on-line di beni e servizi, o la percentuale di popolazione dotata di conoscenze informatiche, o l’accesso telematico ai servizi della pubblica amministrazione (in tutte le classifiche l’Italia nel triennio 2011-2014 è rimasta saldamente indietro rispetto al resto dell’Europa, collocandosi in 25° o 26° posizione).

L’Italia si distingue purtroppo anche per un contesto normativo e regolamentare che di certo non ha favorito l’innovazione nelle reti. Molte regole e procedure, a diversi livelli amministrativi, non erano adeguate a realizzare piani di sviluppo flessibili, rapidi ed efficienti delle reti periferiche. Come riportato dalla stampa, “la banda ultralarga in Italia cammina all’esasperante lentezza di 23 permessi ogni 10 chilometri di Fibra Ottica posata. Vale a dire un’autorizzazione ogni 432 metri di cavo” . Il miglioramento di questa situazione è uno degli obiettivi del cosiddetto decreto “Sblocca Italia”.
Sul fronte della regolamentazione l’Italia si distingue per la presenza di numerosi obblighi in capo a Telecom Italia che comprendono, di fatto, tutti i rimedi previsti dalla Raccomandazione europea per garantire la concorrenza nelle NGAN (Next Generation Access Network). Gli obblighi, in alcuni casi, vanno addirittura oltre, come per il servizio di connessione in Fibra Ottica spenta cosiddetto “end to end” tra la centrale di Telecom Italia e la sede di utente, non previsto in nessun Paese europeo, o l’ implementazione di funzionalità di Multi-Operator-Vectoring come condizione necessaria all’attivazione del vectoring. L’Autorità ha, infatti, adottato un modello regolamentare che prevede, a livello di servizi all’ingrosso “passivi” e “attivi”, la massima apertura a terzi della NGAN di Telecom Italia . Radicalmente diverso rispetto allo scenario europeo è invece l’approccio regolamentare nel resto del Mondo, dove la regolamentazione dell’NGAN è spesso assente o molto leggera.

Le differenze fra i vincoli imposti nei diversi Paesi riguardano anche importanti aspetti legati a quale è stata la storia delle reti. Ad esempio in quasi tutti i Paesi europei, con l’eccezione di Italia e Grecia, l’accesso alla larga banda può avvantaggiarsi dell’ esistenza di reti CATV, sviluppate negli scorsi decenni per la diffusione di programmi televisivi. Un’altra importante differenza sono le scelte architetturali fatte in passato per la costruzione della rete telefonica. In Paesi, come l’Italia, in cui la rete in rame è di ottima qualità, ed in cui gli armadi di distribuzione sono generalmente “prossimi” alle abitazioni, diventa vantaggioso utilizzare tecnologie di tipo FTTC (Fiber-to-the-Cabinet); in Paesi (ad esempio in alcuni Paesi dell’Europa dell’Est) in cui la rete in rame in servizio è obsoleta e quindi non è idonea al trasporto della banda larga, è inevitabile adottare soluzioni di Fibra Ottica sino all’ utente (FTTH). Nello sviluppo delle reti mobili poi l’Europa è stata all’avanguardia a livello mondiale ed oggi il ruolo delle tecnologie di accesso a larga banda mobile viene riconosciuto essenziale e complementare a quello delle tecnologie di accesso a larga banda fisse, anche per il raggiungimento degli obiettivi dell’ Agenda Digitale Europea. Questo vale per tutti i Paesi d’Europa, ma non in modo uniforme; ad esempio, considerando i sei Paesi più popolosi, la copertura LTE (percentuale delle unità immobiliari) nel 2015 era di oltre 90% in Germania ed Italia, e fra il 70% e l’ 80% in Francia, Spagna e Polonia [15]. Nei Paesi in cui la crescita del mobile è stata maggiore, si osserva spesso un fenomeno di abbandono della linea fissa: in Italia il numero di linee fisse complessive si è ridotto da 22,11 milioni a 20,24 milioni nel quadriennio 2011-2015. Questo andamento sembrerebbe suggerire che, in alcune realtà, il “fabbisogno effettivo di larga banda” si caratterizza come associato alla mobilità piuttosto che a velocità molto alte (ricordiamo che a parità di anno di disponibilità commerciale, le tecnologie di accesso mobile consentono, infatti, velocità inferiori rispetto alle tecnologie di accesso fisso); l’introduzione di tecnologie mobili 5G, che permetteranno velocità significativamente superiori alle attuali tecnologie 4G, potrebbe determinare un consolidamento, ove presente, di questa tendenza degli utenti a preferire la connessione mobile a quella fissa.

Leggere lo sviluppo della Fibra Ottica: come orientarsi fra i “dati”
I sistemi di trasmissione Fibra Ottica, nelle loro innumerevoli varianti tecnologiche ed architetturali, costituiscono una risposta che l’evoluzione tecnologica mette a disposizione degli operatori di rete per soddisfare i bisogni di comunicazione di persone ed aziende. Parlando di banda larga, le tipologie di soluzioni che hanno avuto maggiore successo a livello mondiale, e su cui si concentra la ricerca e l’industria per migliorare continuamente le prestazioni e ridurre i costi, vengono raggruppate in “macro famiglie” dagli enti che raccolgono i dati relativi alla loro diffusione ed adozione nei diversi Paesi. Ad esempio la Commissione Europea, che ha definito gli obiettivi per la “Agenda Digitale 2020” e pubblica periodicamente lo stato di sviluppo della larga banda, distingue fra:

copertura con banda larga “di base” (“basic broadband”), assicurata al 100% dei cittadini dell'UE (obiettivo indicato come già raggiunto); per questo parametro sono considerate tutte le principali tecnologie, fisse e mobili: xDSL, Cable, FTTP (Fiber To The Premise), WiMax, HSPA, LTE, Satellite.

copertura con “banda larga veloce” (fast broadband”); qui l’obiettivo della Unione Europea è raggiungere entro il 2020 una copertura con velocità pari o superiore a 30 Mbps per il 100% della popolazione; quando si fa riferimento a soluzioni di rete fissa, viene utilizzato il termine “Next Generation Access - NGA” che include le tecnologie VDSL, Cable Docsis 3.0, FTTP

“banda larga ultraveloce”: velocità superiore a 100 Mbps, obiettivo da raggiungere entro il 2020 per almeno metà delle abitazioni.

Grazie al mix di soluzioni fisse e mobili, la copertura “basic broadband” è ampiamente disponibile ed è aumentata dal 2011 al 2015, proseguendo un trend in atto da diversi anni. Va ricordato che, storicamente, il processo di dispiegamento in campo della tecnologia DSL, iniziato nella seconda metà degli anni Novanta, ha richiesto molti anni; nei primi anni del 2000 la copertura “basic broadband” era limitata a qualche punto percentuale anche nei Paesi più avanzati, e solo intorno al 2010 in alcuni Paesi a livello mondiale si è superata la soglia del 30%, con punte del 37% in Olanda, Corea, Danimarca, Svizzera (mentre la media mondiale tra i Paesi presi in esame dall’OECD era poco superiore al 24%. Le soluzioni per il “fast broadband” nel fisso (VDSL, nelle diverse declinazioni FTTC o da Centrale) hanno avuto nei maggiori Paesi europei uno sviluppo significativo, con una copertura doppia rispetto alle soluzioni di tipo FTTP. Da notare il contributo importante dato dalle soluzioni di tipo CATV per il broadband fisso.

A livello di singoli Paesi, si rilevano situazioni piuttosto eterogenee, sia con riferimento ai livelli di copertura raggiunti, sia alle velocità di crescita; è interessante analizzare anche come la recente accelerazione verso il broadband sia stata diversa, e prometta di ridurre i gap che la storia passata aveva determinato fra le differenti realtà nazionali. I dati (riportati dalla Commissione Europea) indicano che l’Italia è in assoluto il Paese che in Europa, dopo l’Irlanda, sta estendendo la copertura NGA più velocemente degli altri, con l’obiettivo di recuperare posizioni in termini di valori assoluti di copertura (7,6% di incremento dal 2014 al 2015).

In effetti l’Italia a metà del 2015 aveva raggiunto una “copertura NGA” pari al 44%, inferiore ancora a quella della maggior parte degli altri Paesi europei. Ma allo stesso tempo, in termini di “copertura Broadband fissa” complessiva era, con la Grecia, nelle prime dieci posizioni (pur non disponendo di reti CATV) con il 99,3% di copertura subito dopo Francia e Portogallo (entrambi con il 99,8%). Un risultato non trascurabile. Verifica in modo semplice e veloce se la tua azienda è coperta da internet FIBRA-OTTICA.. Un’altra analisi interessante riguarda l’andamento delle “sottoscrizioni” di accessi a larga banda. L’Italia in termini di unità immobiliari (UI) che hanno sottoscritto un accesso broadband ad Internet, è sempre stata agli ultimi posti in Europa (dati Commissione Europea) e la sua posizione è progressivamente peggiorata (su 28 Paesi, l’Italia era in venticinquesima posizione nel 2010, ed è scesa in ventottesima nel 2015: l’ultimo posto). Inoltre, la quota di sottoscrizioni di “banda larga veloce” NGA in Italia è una percentuale molto bassa sul totale delle sottoscrizioni a larga banda (7% nel 2015, al terz’ultimo posto in Europa, nonostante la copertura NGA delle abitazioni abbia raggiunto il 44%, come già ricordato). Questa situazione negativa per l’Italia è purtroppo coerente con gli andamenti della ricchezza e della “cultura Internet” del nostro Paese (richiamati nel Capitolo precedente), ed è confermata da altre analisi. L’Italia (dati CE) è al ventesimo posto se si confrontano gli incrementi dal 2014 al 2015 di sottoscrizioni broadband fisso (circa il 3%) ed al ventiduesimo per l’incremento sottoscrizioni NGA (circa il 3,5%, un valore inferiore alla metà del contemporaneo incremento delle coperture NGA). Estendendo il confronto su un numero maggiore di anni (2011-2015), l’Italia si colloca addirittura all’ultimo posto (con un incremento delle sottoscrizioni broadband fisso del 10% nel quadriennio, contro una media UE28 del 18%).
Scopri se il tuo collegamento FIBRA-OTTICA è fattibile.. Questo sembra indicare che nel nostro Paese il processo di effettiva sottoscrizione di un accesso broadband fisso da parte delle persone continua ad essere significativamente inferiore all’accelerazione della copertura; purtroppo questo fenomeno incide negativamente sulla sostenibilità degli investimenti degli operatori, in quanto l’offerta di banda larga ed ultralarga non sembra stimolare, da sola, la corrispondente domanda.
Anche qui può essere interessante tener conto del ruolo giocato dalle reti CATV; il Cable ha un ruolo preponderante, mentre soluzioni FTTH hanno una incidenza limitata, e che tende a ridursi negli anni rispetto alle soluzioni vDSL. È quindi possibile riconoscere, a livello Europa, un “effetto trainante” del CATV sulla crescita della sottoscrizione di accessi a banda ultralarga; l’Italia, non ha potuto beneficiare di questo effetto.
I risultati di questo tipo di analisi sui dati ufficiali sono importanti per coloro, enti governativi e aziende private, che stanno valutando le strade da seguire per promuovere lo sviluppo della banda ultralarga in Italia.
La Fibra Ottica che sarà: sviluppo sostenibile della larga banda per la crescita del Paese
Nel marzo 2015 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato due documenti: la ” Strategia Italiana per la Larga Banda Ultralarga” e la “Strategia per la Crescita Digitale”, puntando non solo a promuovere il raggiungimento degli obiettivi della Agenda Digitale fissati dalla Commissione Europea, ma mirando a fornire un fondamentale “punto di appoggio di una nuova visione dell’Italia proiettata nel futuro”. Queste iniziative sono nate riconoscendo che in passato l’Italia, come sistema Paese, è arrivata in ritardo sui grandi temi infrastrutturali, facendo scelte non sempre lungimiranti. È stato così per la terza corsia delle autostrade, per l’alta velocità ferroviaria, per i grandi aeroporti, per la realizzazione della nuova rete Fibra Ottica. La strategia perseguita dal Governo intende, infatti, promuovere lo sviluppo della banda ultralarga attraverso la semplificazione del quadro normativo, la creazione di nuovi driver di sviluppo, l’utilizzo di incentivi fiscali, la riduzione dei costi di installazione.
Recentemente è stato reso disponibile il portale “Italia Digitale 2020” che riporta dati sullo stato di avanzamento del piano banda ultralarga (30 Mbps e 100 Mbps) a livello di regioni, comuni, aree territoriali, singole vie. Sono anche fornite le proiezioni al 2018 ed al 2020, sulla base degli investimenti annunciati lo scorso anno dagli operatori di telecomunicazioni italiani e delle risorse pubbliche previste per portare la banda larga nelle cosiddette “aree bianche” (quelle dove nessun operatore ha dichiarato programmi di investimenti nei prossimi tre anni). Migliore FIBRA-OTTICA : scopri se puoi attivare la connessione internet FIBRA-OTTICA..
L’esame di questi dati porta a ritenere assolutamente raggiungibile l’obiettivo due dell’Agenda Digitale Europea (inclusione della totalità della popolazione all’accesso a servizi di rete ad almeno 30 Mbps), tenendo presente anche il ruolo complementare delle tecnologie radio (radiomobili, accesso radio fisse e satellitari) particolarmente idonee per coprire in modo economicamente sostenibile alcune zone del territorio, quali quelle a minor densità di mercato. L’obiettivo tre (50% di sottoscrizioni con velocità di almeno 100 Mbps), appare raggiungibile con una maggiore difficoltà. Tuttavia, va tenuto conto che, da un lato, anche per questo obiettivo le tecnologie mobili più avanzate (LTE e sue evoluzioni) potranno dare un contributo importante al raggiungimento dei traguardi identificati dalla Commissione Europea (la sola TIM prevede di coprire con tecnologie 4G LTE il 98% della popolazione già nel 2018); gli operatori, d’altro canto, hanno manifestato negli ultimi mesi la volontà di impegnarsi in una accelerazione dei propri piani, rispetto a quanto dichiarato in passato.
Ad aprile 2016 Fastweb ha annunciato il potenziamento, entro il 2020, della rete in Fibra Ottica fino a 200 Mbps e la sua estensione al 50% della popolazione, in oltre 500 città . Nel maggio 2016 Vodafone ha dichiarato di voler fornire un servizi a banda ultra larga in 276 città utilizzando prevalentemente connessioni VDSL e, di aver lanciato il servizio a 500 Mbps a Milano, Torino e Bologna (utilizzando la rete di Metroweb e di prevedere l’estensione del piano Fibra Ottica attraverso la partnership con Enel Open Fiber per la copertura del territorio nazionale fino a 250 città . Enel Open Fiber a marzo 2016 ha annunciato un piano per realizzare una rete di telecomunicazioni in Fibra Ottica in 224 città italiane situate nelle aree a successo di mercato, (in genere indicate come aree A e B1); Enel OpEn Fiber ha dichiarato che agirà come operatore “wholesale only”, ossia come soggetto operante esclusivamente nel mercato all’ingrosso, realizzando infrastruttura da affittare ad altri operatori autorizzati. Metroweb ha dichiarato di perseguire l’obiettivo di sviluppare una rete a banda ultra larga con il coinvolgimento di trenta principali città italiane; oltre a Milano tra le prime dovrebbero essere Genova, Bologna e Torino già in buona parte coperte con la nuova rete. TIM-Telecom Italia, l’impresa italiana che investe di più in Italia, negli anni passati ha già realizzato una rete di 11 milioni di chilometri di Fibra Ottica, e con il nuovo piano industriale 2016-2018 ha definito investimenti innovativi per 6,7 miliardi di Euro, di cui oltre 4,5 in reti di nuova generazione fissa e mobile. In particolare la copertura di TIM con la Fibra Ottica, che a marzo 2016 ha raggiunto il 45% delle unità immobiliari, sarà dell’ 84% già nel 2018, e sarà realizzata con terminazioni ottiche nelle abitazioni in aree estese delle principali città. L’impegno di TIM per la banda ultralarga ha subito una forte accelerazione; solo nell’ultimo anno ha, infatti, predisposto per la connessione alla rete più di 3 milioni di residenze (una porzione di territorio grande quanto l’Austria). TIM utilizza le diverse soluzioni per la banda larga ed ultralarga fissa (ADSL, VDSL, FTTP), tenendo conto delle caratteristiche topologiche in Italia (in cui, ad esempio, la distanza media fra gli “armadi stradali” e le abitazioni è tra le più corte in Europa; è così possibile fornire altissime velocità con soluzioni di “Fibra Ottica all’ armadio”, FTTC/VDSL). Oltre alla continua estensione del territorio dove possono essere offerti servizi commerciali sino a 100Mbps ed a 300Mbps, TIM nel 2016 ha attivato progetti innovativi in diverse città (fra cui Perugia, Milano, Catania, Torino, Bari). In queste località alcuni utenti privati e imprese possono sperimentare l’ultra-internet fino a 1.000 Megabit al secondo in download e 100 Megabit in upload. Verifica la copertura della connessione FIBRA-OTTICA in modo gratuito e veloce.. Sul sito di Infratel Italia, società in-house del Ministero dello sviluppo economico e soggetto attuatore del Piano nazionale, sono pubblicati tutti i particolari sulla copertura del servizio di connettività a banda larga e ultralarga in Italia, le infrastrutture pubbliche realizzate disponibili per gli operatori e tutti i bandi e le gare in corso e quelli già predisposti.

martedì 25 gennaio 2022 18:50

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La storia della fibra ottica

La storia della fibra ottica inizia nell'antica Grecia. A quel tempo, i Greci hanno già trasportato la luce attraverso i tubi di vetro; Ma per scopi decorativi. Più tardi, gli artigiani veneziani del Rinascimento lo usavano per creare millefioris. Il primo uso scientifico è emerso nel 1840 con l'opera di Jean-Daniel Colladon e Jacques Babinet sulla totale riflessione interna. L'obietti...

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CENTRALE TELEFONICA VOIP

Uno dei vantaggi più funzionali della nuova tecnologia VOIP è stato quello di poter realizzare delle centrali telefoniche vere e proprie in cui far confluire le telefonate VOIP e gestirle come si può fare con le centrali telefoniche tradizionali. Principali funzioni della Centrale Telefonica VOIP: * Segreteria telefonica; * Caselle vocali di segreteria ; * Voice mail e integrazione e-mail ...

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La Rete di TIM - Evoluzione e Prospettive

La Rete di TIM - Evoluzione e Prospettive Diffondere velocemente la banda ultra larga in Italia è un obiettivo di Tim. Per farlo verranno investiti, nei tre anni 2017-2019, circa 5 miliardi di euro nelle reti ultra broadband fissa e mobile. Inoltre, a marzo 2017 Tim ha approvato un nuovo progetto per lo sviluppo della rete fissa in fibra nelle cosidette "aree bianche o rurali", cioè aree inser...

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Chi è Vodafone

L’innovazione é certamente una delle leve strategiche fondamentali nel determinare il successo di un’azienda sul mercato, ed é proprio partendo dall’innovazione che Omnitel, nel 1995, diventa il primo operatore mobile alternativo al monopolio allora vigente in Italia. Ma la vera rivoluzione sarebbe arrivata pochi anni dopo, con l’introduzione della prima carta ricaricabile e del programma di lo...

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Perchè la Fibra Ottica ?

Perchè la Fibra Ottica ? La forte crescita di interesse per l’utilizzo delle tecnologie ottiche nelle comunicazioni è dovuta ad una serie di fattori, ma, come normalmente avviene per tutte le tecnologie, la spinta nasce prima di tutto dall’evoluzione dei bisogni dei Clienti (business e consumer). La Commissione Europea si è fatta promotrice di iniziative di ampia portata, finalizzate a promuove...

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Come funziona la fibra ottica?

Come funziona la fibra ottica utilizzata dagli operatori di telecomunicazioni Siamo abituati al fatto che le informazioni scorrono in modi diversi. Quando parliamo in un telefono fisso, un cavo metallico porta i suoni della nostra voce in una presa nel muro, dove un altro cavo supporta lo scambio telefonico. I telefoni cellulari funzionano in modo leggermente diverso: inviano e ricevono informazi...

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SERVIZI DI SICUREZZA DI RETE

INTRODUZIONE AL SERVIZIO DI “SICUREZZA DI RETE IPWALL” L’apparato ha lo scopo di offrirvi una soluzione in merito alla sicurezza per soddisfare al meglio le vostre esigenze sia dal punto di vista tecnico che da quello economico. In particolare questa soluzione vi permette di mettere al sicuro i dati della vostra azienda da e verso Internet e con le sedi collegate in rete. 1. CARATTE...

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Cablatura della Fibra Ottica

Nel 2012 è iniziato il vero piano per la cablatura della Fibra Ottica in Italia. Nel corso degli anni la Fibra ottica è stata installata in sempre più città ma la mossa successiva è la tecnologia FTTH. Tecnologia che porta la fibra ottica in casa con prestazioni nettamente migliori della FTTC. Qual è la strategia attuata dal Governo per la banda ultra-larga? - Connettività ad almeno 100 Mbp...

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Il Futuro della Rete in Italia

Poco più di 30 anni fa, il 30 aprile 1986, dal CNR di Pisa avvenne la prima connessione a Internet in Italia. In realtà, non si trattava di Internet come lo conosciamo adesso – il World Wide Web sarebbe infatti stato inventato da Tim Berners-Lee solo nel 1989 – ma di ARPANET, l’antenato della Rete attuale. Nato come progetto dell’Advanced Research Project Agency (ARPA), un progetto finanziato dal ...

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Il Futuro della Rete in Italia

Poco più di 30 anni fa, il 30 aprile 1986, dal CNR di Pisa avvenne la prima connessione a Internet in Italia. In realtà, non si trattava di Internet come lo conosciamo adesso – il World Wide Web sarebbe infatti stato inventato da Tim Berners-Lee solo nel 1989 – ma di ARPANET, l’antenato della Rete attuale. Nato come progetto dell’Advanced Research Project Agency (ARPA), un progetto finanziato dal ...

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Rete di trasporto Wireless ReteTelitalia

La rete territoriale è realizzata per la maggior parte tramite collegamenti radio punto-punto a bassa latenza ed elevata capacità: fino a 4 Gb/s full-duplex, con un ritardo introdotto per singolo link radio inferiore ai 0,3 millisecondi. L’utilizzo primario dei collegamenti radio ci consente di ridurre notevolmente i tempi ed i costi di realizzazione della rete rispetto a quanto sarebbe necessari...

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Chi è Eolo

Fondata nel 1999, EOLO SpA (in origine NGI SpA) è cresciuta diventando un leader nel campo della banda ultra- larga per il mercato residenziale e delle imprese. La società ha raggiunto il ruolo di riferimento di mercato, grazie all'impegno, condiviso con i propri partner, nel diffondere sul territorio soluzioni professionali ad alto contenuto tecnologico. Oggi, infatti, EOLO può vantare una custom...

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PEC – Posta Elettronica Certificata

La posta elettronica certificata è il nuovo sistema attraverso il quale è possibile inviare email con valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno come stabilito dalla vigente normativa (DPR 11 Febbraio 2005 n.68). La Posta Elettronica Certificata ha lo stesso valore legale della raccomandata con la ricevuta di ritorno con attestazione dell'orario esatto di...